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CoSviG: Oltre i confini della Toscana

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Loredana Torsello, responsabile dei progetti complessi ed internazionali di CoSviG, parla degli orizzonti esteri su cui si sta affacciando il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche

In questi ultimi mesi, le attività messe in campo internazionale sono state numerose e impegnative. Ciò è sintomo che del fatto che stiamo attraversando un periodo particolarmente intenso e promettente, con particolare riguardo ai temi che hanno a che fare con la geotermia, le sue criticità e le sue enormi potenzialità.

Cosa succede allora allora al di fuori dei nostri confini?

Succede molto e, negli ultimi tempi, sembra che molte delle dinamiche sui temi che ci stanno più a cuore stiano subendo una accelerazione ulteriore. Non è facile presidiare i molti tavoli di lavoro in cui gli addetti ai lavori e gli stakeholder provano a promuovere i propri interessi e a supportare le proprie strategie di sviluppo. Non è facile per noi che, pur consapevoli del fatto che le partite più importanti si giocano in contesti ampi come quelli europei ed internazionali, continuiamo a credere che il legame stretto con i territori e le comunità locali sia un valore aggiunto importante. Questo è particolarmente vero per la geotermia, dove il dialogo fra alcuni attori e diversi interessi è ancora costruito su una logica di contrapposizione invece che di cooperazione. Fino ad oggi credevamo che ciò fosse particolarmente vero in Italia e in Toscana. Invece, abbiamo scoperto che il tema dell’accettabilità sociale della geotermia è un tema caldo anche in altri scenari, tanto da rappresentarne una barriera all’espansione qualora non seriamente considerato nei piani di sviluppo.

È utile confrontarsi con altre realtà a scala internazionale, ma quali sono le collaborazioni che CoSviG ha avviato?

Il lavoro, ovviamente, è più efficace se si opera contemporaneamente su tavoli diversi, con obiettivi coerenti ma diversificati per situazioni e per interlocutori. Ad esempio, siamo coinvolti da molto tempo negli organismi europei che si occupano di fare lobbying e di creare piattaforme comuni di dialogo e collaborazione. Infatti, siamo soci di EGEC (European Geothermal Energy Council) insieme a oltre cento altri soggetti di vari paesi membri che si occupano di geotermia (sia come operatori industriali che come ricercatori). Con EGEC collaboriamo in modo continuativo sia nell’ambito di progetti europei finanziati (come il GeoDH, sui teleriscaldamenti geotermici, ma altre progettualità sono ancora in attesa di essere finalizzate o finanziate) e sia in un’ottica di supporto alle iniziative di stampo più “politico” o strategico.

Una parte importante la giocano Ricerca e Innovazione. Quale il ruolo che CoSviG può svolgere?

Pur non essendo una struttura di ricerca nel senso tradizionale, CoSviG è spesso presente a tavoli ai quali di ricerca e di sviluppo tecnologico si parla. Una delle nostre attività tipiche è quella fare da intermediario fra mondo della ricerca, sistema produttivo e Pubbliche Amministrazioni. Siamo, infatti, spinti a favorire un miglioramento delle soluzioni che vengono adottate a favore della sostenibilità in ambito energetico e non solo. In questo dobbiamo riconoscere che i ricercatori delle nostre Università e dei Centri di Ricerca toscani e italiani vantano eccellenze: vorremmo favorire la loro capacità di misurarsi con le imprese e con i tecnici che lavorano negli uffici pubblici per trovare soluzioni concrete e innovative.

Questo ruolo CoSviG lo svolge anche come gestore del DTE – Distretto Tecnologico Energie/Economia Verde. Ma la scala internazionale cosa ha implicato?

La frequentazione di questi mondi, ha fatto sì che CoSviG potesse avere un proprio rappresentante nel Board italiano di consultazione della configurazione “Secure, clean and efficient Energy” di Horizon2020. Lo scopo del Board è quello di costituire un gruppo rappresentativo degli stakeholder italiani interessati alle varie tematiche energetiche che possono contribuire alla stesura delle proposte segnalando temi caldi, criticità da risolvere, nuove proposte da avanzare negli organismi europei competenti. Il Board, rappresenta una interessante occasione di incontro e di aggiornamento Ma, in questo caso specifico, si può anche andare oltre, poiché esso è anche la struttura di consultazione di cui si è dotato il rappresentante italiano permanente per il MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) del programma Europeo per l’Energia in Horizon2020, il Prof. Riccardo Basosi.

Quindi il piano di azione è comunque quello di Horizon2020?

Direi che bisogna citare almeno il SET Plan (Strategic Energy Technology Plan), che rappresenta lo strumento di indirizzo delle attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione pre-competitiva sui temi energetici. Tali attività trovano il loro supporto finanziario sia attraverso le agende di ricerca nazionali e sia al piano europeo. Gli indirizzi del SET Plan, organizzati in una roadmap tecnologica, potranno riflettersi sui programmi e le iniziative comunitarie a valle di un processo di coordinamento crescente fra agende nazionali ed europee, massimizzandone l’efficacia per i soggetti interessati. L’implementazione dello Strategic Energy Technology Plan (SET Plan) nella prospettiva del pieno dispiegamento dell’Unione per l’Energia, per quanto riguarda in particolare la ricerca, l’innovazione e la competitività, è nel pieno delle sue attività. Lo Steering Group del nuovo SET Plan ha proposto lo sviluppo delle 10 Azioni Prioritarie previste sulla base delle “dimensioni” della Energy Union, con un deciso coinvolgimento dei principali stakeholder europei. La Commissione Europea sta intensificando il lavoro sulle varie azioni chiave e ha proposto per ciascuna azione la costituzione di un Temporary Working Group per la redazione di un Implementation Plan di settore.

Molti tavoli di lavoro. Sarà difficile presidiarli in modo efficace.

Difficile, ma anche stimolante, poiché si cerca di lavorare, superando la logica dei compartimento stagno, cercando di massimizzare le opportunità anche attraverso la dialettica delle sinergie, non solo fra attori, ma anche fra piani e programmi, o fra il livello regionale, nazionale, europeo e internazionale in senso più ampio. Un altro tavolo interessante, dal punti di vista dello sforzo che le Istituzioni stanno facendo per creare occasioni di lavoro coordinato, è quello a cui avviene il coordinamento fra il SET Plan e Horizon 2020, al quale sono stata invitata a rappresentare i territori geotermici, portando la voce delle comunità al tavolo della ricerca tecnologica. Da qui nasce anche la nomina a co-presiedere (in rappresentanza dell’Italia, insieme al Prof. Giampaolo Manfrida dell’Università di Firenze e al Dr. Gudni Johannesson per l’Islanda) il gruppo di lavoro temporaneo (TWG -Temporary Working Group) per la redazione di un piano di implementazione del SET Plan sui temi della Geotermia Profonda. Al Gruppo di lavoro partecipano, oltre ai summenzionati co-presidenti per Italia e Islanda, i rappresentanti nazionali di Francia, Svizzera, Germania, Olanda, Portogallo e Turchia; e ancora i rappresentanti di alcuni gruppi di interesse industriale o per la ricerca, fra cui EGEC, EERA (European Energy Research Alliance), le ETIP (European Technology and Innovation Platform) per Deep Geothermal, per RH&C (Renewable for Heating and Cooling), per DHC (District Heating and Cooling).

Qual è lo scopo di questo gruppo di lavoro?

Il TWG ha il compito importante e sfidante di predisporre una piano di implementazione degli obiettivi del SET Plan per l’ambito geotermia profonda: dovranno pertanto essere individuate non più di 10 azioni chiave, per le quali si dovranno individuare anche le risorse finanziarie, tecniche ed umane (sia pubbliche che private, sia nazionali che europee) per realizzarle nelle tempistiche indicate nel Piano stesso. Un lavoro complesso e delicato, poiché il gruppo avrà la responsabilità di predisporre un Piano di Implementazione credibile, condiviso, con una dotazione finanziaria sostenibile e coerente con le strategia nazionali ed europee da un lato e quelle del settore privato dall’altro. Comunque i lavori sono ancora in corso e si concluderanno fra la fine di settembre e gli inizi di ottobre. Nel frattempo i membri del TWG si stanno confrontando su una serie di proposte di azioni chiave da cui emergerà la proposte definitiva. La rosa di tematiche è ancora provvisoria, ma su di essa si stanno concentrando gli sforzi dei partecipanti al TWG per addivenire ad una proposta credibile e coesa. Molti dei temi toccati stanno a cuore all’Italia e alla Toscana. Su questi ci spenderemo per assicurarci la più ampia collaborazione in modo da facilitare che quegli obiettivi per noi rilevanti siano messi in campo.

Ma questo lavoro dovrebbe favorire la partecipazione ai bandi che la commissione europea pubblica periodicamente anche sui temi dell’energia e della geotermia in particolare?

Essere presenti in alcuni consessi aiuta indubbiamente per numerose ragioni. Intanto, si riescono a seguire le iniziative che vengono promosse e si hanno occasioni molteplici di incontro con soggetti che si occupano di temi su cui è possibile imbastire una collaborazione; si condividono idee e anche alcune strategie per attenuare le criticità che ostacolano il raggiungimento dei risultati attesi. Inoltre, si supera il gap temporale che spesso esiste fra quando si rendono disponibili le risorse o le opportunità di collaborazione, poiché il programma delle iniziative europee e conosciuto in tempo reale, a volte per grandi linee anche in anticipo sulla loro pubblicazione. Tuttavia, la partecipazione ai Bandi Europei, come a quelli nazionali e regionali, avviene sempre su base competitiva e quindi, sono altre le logiche che entrano in gioco. Non ultimo il fatto che le risorse finanziarie sono sempre inferiori alle richieste, quindi occorre essere molto agguerriti e non lasciarsi demoralizzare da qualche esito negativo.

Possiamo fare qualcosa per aumentare la capacità di attrazione delle risorse europee?

Credo fortemente nella creazione di piattaforme di collaborazione trasversale, anche non formali, dove la cooperazione per i progetti di ricerca e sviluppo e una naturale caratteristica. Per questo noi siamo spesso impegnati in attività internazionali che potrebbero consentire di aumentare le opportunità di collaborazione per sviluppare progettualità.

Qualche esempio?

Volendo citare solo l’ultima in ordine di tempo, lo scorso mese di giugno ho fatto parte della delegazione toscana per l’EXPO 2017 di Astana in Kazakistan. Siamo stati invitati a partecipare a un Seminario dal titolo “Regional Energy sources as drivers for sustainable development: Italian best practices and innovation strategy for a cohesive and “Identitary” policy of Local Communities“ organizzato dalla Ambasciata Italiana, nella persona dell’ambasciatore Dr. Stefano Ravagnan, dalle Regioni Toscana, Umbria e Marche. Nel dettaglio, il tema della relazione che ho presentato è stato “Geothermal Lands in Tuscany: local energy resources and innovation as drivers for development and life quality of regional communities”. L’obiettivo era quello di far conoscere un modello di sviluppo locale nato e cresciuto intorno alla risorsa geotermica, con l’intento di mostrare come una fonte energetica disponibile a scala locale (la geotermia in Toscana, il gas in Kazakistan, l’acqua altrove) p diventare leva di sviluppo economico a vantaggio delle popolazioni. Il principio guida resta quello dello sviluppo locale sostenibile ambientale, economico e sociale. Spero che il messaggio sia arrivato alla numerosa platea di partecipanti che il 26 giugno hanno partecipato all’iniziativa. Fra loro molti ricercatori universitari e tecnici che hanno manifestato molto interesse per la tematica nel question time successivo.

Per il futuro cosa dobbiamo attenderci?

Come dicevamo all’inizio, questo è un periodo particolarmente effervescente: già in autunno avremo molte iniziative di respiro internazionale, proprio qui in Toscana. E saremo impegnati in prima linea. Si parte l’11 e 12 settembre con la Conferenza Internazionale della Global Geothermal Alliance, dal titolo “Working Together to Promote Geothermal Energy Towards a Sustainable Energy Future” che si svolgerà a Firenze. Negli stessi giorni – e sempre a Firenze – si svolgerà il 2° meeting tecnico della “European Geothermal Regions”: Cooperazione regionale per accelerare lo sviluppo tecnologico per la sostenibilità socioeconomica e ambientale dell’energia geotermica europea. La Regione Toscana si è proposta come leader di un gruppo di regioni europee che vedono la geotermia come una opportunità da valorizzare. Nella seconda metà di settembre è previsto un incontro organizzato dai rappresentanti italiani al TWG per condividere la proposta finale di Piano di implementazione che sarà successivamente presentato allo Steering Commette del SET Plan. Infine, un annuncio in anteprima: stiamo organizzando una conferenza internazionale sulla geotermia, sempre in Toscana, in collaborazione con la Regione Toscana e Legambiente-Editoriale La nuova Ecologia-Qualenergia. La data prevista è il 26 ottobre, sempre a Firenze sul tema “Energia, Ambiente, Comunità locali: il ruolo della Geotermia”.

 

Loredana Torsello, Responsabile dei Progetti Internazionali per CoSviG